martedì, febbraio 28, 2006

Piaccia o no, la carne è un cibo "top"

La medicina non è una scienza esatta e non può essere semplificata, come vorrebbero certi conduttori tv, nel giochino del "vero o falso" o del "fa bene o fa male". Più un medico è competente e più deve premettere dei "distinguo"... Se il medico sportivo consiglia al ciclista impegnato in massacranti corse a tappe, una prima colazione arricchita di più fette di pane burro e marmellata, nonché di formaggio e prosciutto, è evidente che la stessa scelta risulterebbe deleteria per un sedentario che non deve affrontare il Sella e il Pordoi, ma solo delle pratiche d'ufficio.La difficoltà di sintetizzare meriti e demeriti dei singoli cibi è insita nel fatto che nessun alimento è completo o indispensabile, ma solo più o meno utile a seconda dell'età e del tipo di vita che ciascuno conduce. Vale per le bevande alcoliche, per la quantità e qualità dei grassi alimentari come per ogni altro cibo, anche quando si tratta di alimenti atavicamente importanti come il latte o le carni, le verdure o la frutta. Tuttavia, la questione della varietà alimentare è stata sempre dominata da tradizioni, ideologie o dogmi religiosi che tuttora condizionano le abitudini alimentari ben oltre l'evidenza scientifica (cito due libri: "Buono da mangiare" di Marvin Harris e "L'Onnivoro" di Claude Fishler, editi in Italia rispettivamente da Einaudi e Mondadori). Uno dei più tipici esempi è la carne. Non è possibile ignorare sul piano scientifico i pregi nutrizionali delle carni e la "comodità" di ricavarne non solo tutti gli aminoacidi essenziali ma contemporaneamente anche ferro biodisponibile, zinco, carnitina e vitamine del complesso B. Eppure, quando si cita questo dato di laboratorio e si propone di mangiare carne un paio di volte alla settimana (e più spesso per giovani e sportivi) insorgono inevitabilmente degli oltranzisti vegetariani ad aggredire per lettera o per e-mail l'incolpevole divulgatore, anche se costui ha già premesso e ribadito che la scelta latto-ovo-vegetariana (assai meno quella dei "vegan") è perfettamente compatibile con la buona salute e la longevità.
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Fonte: La repubblica