venerdì, gennaio 13, 2006

Grano cancerogeno sul mercato

L’azzardo gli è costato la corona. Lo chiamavano il “Re del grano”: con la sua Molino Francesco Casillo era leader in Italia nella produzione di semole. Il trucchetto da Re Mida non gli è riuscito, c’ha pensato la Guardia di Finanza a mettergli il bastone tra le ruote spulciando fra i carichi di cereale proveniente dall’estero. E anziché trasformarsi in oro colato (nella fattispecie semola destinata all’alimentazione e al consumo), il grano si è rivelato genuino come fiele: le 58.000 tonnellate di frumento sequestrate lo scorso settembre a Bari erano contaminate da ocratossina, una sostanza nociva e potenzialmente cancerogena. Fiutato il pericolo, Casillo avrebbe cercato di porvi rimedio tentando di corrompere i laboratori chimici locali.

Fonte : Lapadania on line

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